Follia o necessità.

Follia o Necessità

Once upon a time, nel 1955 una Scuola che aveva bisogno di essere rifondata, “basta con banchi, cattedre e Docenti trasmettitori di conoscenze, gli alunni devono esplorare, sperimentare e costruire le proprie conoscenze.“

Dopo 66 rivoluzioni della Terra e 30 anni di tentativi di riforma, formazioni, progetti, sperimentazioni, nuove metodologie, utilizzo di nuove tecnologie, vanificate dal puntuale incedere della scuola classica trasmissiva frontale e dagli spazzi angusti e rigidamente strutturati, sembra di risentire l’eco delle stesse parole, amplificate da un’enorme realtà contingente: i nostri alunni, al termine dei loro corsi di studio, risultano tra quelli meno competenti ed in grado di affrontare e risolvere i “problemi” che propone quotidianamente la vita.

Il problema si avverte molto più pressante nella Scuola del cosiddetto “Primo Ciclo”, che dovrebbe sfornare alunni in grado di affrontare i percorsi secondari superiori. Priva di quella unitarietà e verticalità di cui avrebbe bisogno e di cui tanto si parla, è divenuta la Scuola della trasmissione di conoscenze, spesso slegate e senza obiettivi comuni, ripetute , nel corso dei tre livelli ancora presenti nel ciclo, seguendo fantomatici ed ormai, da tanto, inesistenti programmi, che allontanano gli alunni dalla possibilità di maturare quei profili ritenuti necessari per essere cittadini civili ed in grado di perseguire la felicità.

Non avendo tempo e spazio per approfondire le incongruenze e le difficoltà presenti in questo ciclo scolastico, il tema da affrontare potrebbe essere: proporre e sperimentare una rivoluzione che persegua gli obiettivi ormai nitidamente tracciati dalla normativa MIUR…

è Follia o necessità?

Una piccola rete di Scuole, presenti in varie regioni italiane,ha iniziato un’esperienza in rete, lareteaccompagnalinnovazione.blog, per provare insieme a rilevare le problematiche concrete, approfondirle scientificamente, far nascere delle proposte sperimentali, da condividere e poi non lasciar cadere, ma  “metterle a sistema”.

Per muoversi in tal senso occorrono le tre C, Coraggio, Coraggio, Coraggio. Passione e Coraggio che stanno condividendo i Dirigenti Scolastici delle Scuole in Rete, coadiuvati e sostenuti dai Docenti delle loro Istituzioni scolastiche, dagli alunni e da tutto il personale. Sarebbe interessante entrare nello specifico e magari lo faremo in un’altra occasione, ma è importante cominciare a conoscere l’esistenza di una esperienza, non folle e non utopistica, di donne ed uomini appassionati, che innovano (rendono nuova) una Scuola che forse nuova non lo è mai stata, rispondendo alle impellenti ed inderogabili necessità del nostro tempo, perché un paese degno di un futuro migliore, non può che porre al primo posto la crescita culturale dei propri figli.

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