La Scuola ai tempi della DAD

LA SCUOLA AI TEMPI DELLA DIDATTICA A DISTANZA

Il Dirigente Scolastico prof. Fabio Cocco dell’ I.C. “E.Cortis” di Quartucciu (Cagliari) suggerisce una suggestione “visionaria” su quello che sta accadendo negli ultimi giorni.

Ci ha colto tutti o quasi spiazzati. Di norma le situazioni complesse fanno parte del vissuto quotidiano delle scuole. Ve ne sono di ogni tipo, tra i tre piedi della scuola, genitori, docenti, alunni.

Come un tavolo da sedute spiritiche il DS cerca, quando e come può di tenervi le mani su e di evitare che quel tavolino (scuola) leviti in modo privo di controllo.

È uno “sporco lavoro” ma qualcuno lo deve fare…

Poi… Poi l’inaspettato. L’inatteso e una nuova entità che si profila… La scuola viene chiusa, la didattica sospesa, il lavoro ATA reso agile, quello di DS in mezzo al guado, i Cs a casa.

Il COVID-19? Ma no, di quello già si sapeva da un mesetto, un mesetto e mezzo…

No. No… Come fulmine che squarcia il buio, appare la parola Didattica a Distanza, per gli amici DAD…

Ed è un fioccare di buone intenzioni, un propalare di una messe di azioni, circolari, piattaforme, webinar, mantra delle magnifiche sorti progressive che la DAD prospetta…

Certo. Nessuno a parole dice che la didattica in presenza può essere messa in discussione.

Ma sotto sotto… Quasi quasi… E come un incredibile esperimento sociale, non solo il problema della non raggiungibilità di una milionata e mezzo di studenti e studentesse tagliati fuori dal web viene come d’incanto risolto con uno slogan che già abbiamo conosciuto “Più PC per tutti, più Rete per tutti” ma se ne profila la sua applicazione in estate…come si profila all’orizzonte.

E perché? Perché proseguire la DAD anche in estate? Ma non era questa che stiamo vivendo la soluzione dell’assenza fisica da scuola? Non si può andare a scuola = si fa didattica a distanza. Opinabile ma non fa una grinza. Ma adesso questa ipotesi della DAD estiva, cui prodest?

E qui il bello, ovvero una ipotesi (ovviamente le congetture sono sempre costruite su presupposti ideologici) ma come disse qualcuno… “a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina”

Cosi è. L’esito sarà che la DAD entrerà nella pratica quotidiana (un decretino utile allo scopo in mezza giornata lo si mette insieme). L’emergenza diventa ordinarietà e la dematerializzazione della scuola inizierà… all’inizio poco, in quei contesti che si (anche come pronome riflessivo oltre che passivante) ritengono “più avanzati” poi, pian piano, di dimensionamento in dimensionamento, l’annichilimento dei presidi culturali nei territori lontani e spopolati sarà opera buona e giusta, con buona pace delle reti, dei docenti, degli alunni, del viver civile ecc…

Un bel collegamento 5G per tutti, una bella auletta (magari gestita dall’amministrazione comunale che ne dovrà garantire l’apertura e la chiusura) costruita con il PON di turno e il gioco è fatto.

Sbaglio? Sicuramente sbaglio e sono un visionario.

Buona didattica a distanza a tutti

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